Bande di Bollinger: significato ed operatività

bande di bollinger

L’analisi tecnica è una disciplina di investimento in borsa, le cui origini si perdono all’inizio del XX secolo. Molto è stato scritto al riguardo e molta strada è ancora da percorrere innanzi a noi.

Si sostanzia nello studio delle serie storiche dei prezzi (analisi grafica) e nell’utilizzo di strumenti basati su più o meno complesse formule matematiche e statistiche. Questi ultimi tipicamente si dividono in alcune macro classi:

  • Medie mobili: Possono essere semplici, esponenziali, ponderate, envelope, etc.. Il nome indica la formula utilizzata per calcolarle.
  • Indicatori: Strumenti calcolati usando formule statistiche il cui valore può variare da +∞ a -∞.
  • Oscillatori: Fondamentalmente sono la stessa cosa degli indicatori ma hanno un campo di oscillazione limitato, di solito compreso tra 0 e 100. Evidenziano livelli di ipercomprato e di ipervenduto come segnale per l’apertura/chiusura di posizioni.
  • Indicatori sovrapposti. Stesso funzionamento degli indicatori normali ma vengono rappresentati sul grafico stesso piuttosto che al di sotto della view.

In generale comunque, una descrizione più abbondante e dettagliata di tutte queste tipologie è ritrovabile facilmente all’interno del sito.

Bande di Bollinger

L’obiettivo dell’articolo è invece focalizzarsi sullo strumento più famoso dell’ultima categoria elencata precedentemente, e cioè: le Bande di Bollinger.

Le Bande di Bollinger (BB) devono il loro nome all’autore ed analista finanziario americano John Bollinger che le ha rese pubbliche nel 2002 con la pubblicazione del suo libro “Bollinger on Bollinger Bands”.

Come detto, appartengono alla categoria degli indicatori sovrapposto, ciò significa che una volta selezionate tramite la vostra piattaforma di trading, appariranno esattamente all’interno del grafico dove è rappresentato il prezzo. Ma cosa sono di preciso? E come si calcolano?

Tutto parte da una media mobile semplice a 20 periodi, impostazione di default e generalmente adottata per convenzione da tutta la giurisprudenza del trading. Media semplice, in quanto calcolata come media aritmetica delle chiusure degli ultimi 20 periodi.

Da questa semplice media mobile si è passati al concetto di envelopes o buste, due proiezioni della media stessa, al di sopra e al di sotto, che vanno a creare una gabbia, o meglio un canale, che contiene il prezzo al suo interno.

John Bollinger aggiunse una considerazione in più. Le envelopes sono strumenti statici che si muovono in relazione al prezzo, alle quali mancava il concetto di volatilità, intesa come deviazione standard, la differenza tra il prezzo e il suo valore medio.

Per calcolare la cosiddetta deviazione standard degli ultimi 20 periodi, si esegue la radice quadrata della varianza, concetto statistico definibile come “la media dei quadrati degli scarti dei singoli valori dalla loro media aritmetica”. Questa è utilizzata come un indicatore della variabilità di una serie di dati.

Infine la deviazione standard, sempre per rispettare la formula di default, viene moltiplicata per due. Il risultato ottenuto si aggiunge al valore della media mobile a 20 periodi, ottenendo una prima linea superiore alla media, mentre con la sottrazione, andiamo a creare una linea inferiore. In questo modo otteniamo le cosiddette Bande di Bollinger.

grafico bande di bollinger

Interpretazioni e utilizzi

Una volta costruite graficamente le bande, è importante capire che “segnali” inviano e, di conseguenza, come dovrebbero essere lette. Nella maggior parte dei siti di trading online che troverete in rete si fa spesso riferimento alla Bande di Bollinger, come strumento fornitore di segnali operativi, specialmente in quei portali che trattano principalmente le opzioni binarie. Dal mio punto di vista si tratta semplicemente di un approccio commerciale. L’obiettivo è spingere l’utente ad aprire un conto con il broker affiliato, quindi si spinge su un approccio semplice ma totalmente inaffidabile.

La verità è che le Bande di Bollinger non generano segnali operativi, ma danno un’indicazione di base su una possibile operatività.

Analizziamo quindi quello che si dice sui vari siti del settore. Un primo segnale operativo inviato si sostanzierebbe nella lettura delle semplici intersezioni tra prezzo e media mobile. Un incrocio al ribasso è il segnale di un trend ribassista e l’incrocio al rialzo indica un movimento al rialzo.

Potremmo anche accettare questa interpretazione, ma fondamentalmente ciò è un approccio classico alla media mobile e le bande non aggiungerebbero nulla alla strategia.

La seconda lettura, più comune, ci suggerisce l’utilizzo delle bande come un canale, all’interno del quale, il prezzo dello strumento oscilla. Quando il prezzo tocca la banda superiore ci si dovrebbe aspettare un rimbalzo verso il basso, quindi un’inversione di trend, e viceversa. Spesso in questi casi la linea della media può avere funzione di supporto o resistenza.

Anche questa seconda interpretazione non mi trova d’accordo. Innanzitutto vorrei obiettare il concetto di ruolo di supporto/resistenza delle bande. Un livello di contenimento presuppone la possibilità di breakout, altrimenti i grafici assomiglierebbero a dei flippers, con il prezzo che si scontra con questi muri invalicabili e rimbalza indietro. Le Bande di Bollinger, a causa della loro formula, seguono da vicino il prezzo, contenendolo il 95% delle volte. Inoltre, per quanto riguarda il contatto tra il prezzo e la banda, che sarebbe il segnale d’ingresso, potete verificare voi stessi guardando il grafico superiore. Vediamo come il prezzo può “camminare” lungo le bande e solo in poche occasioni ritraccia puntando alla banda opposta.

Quando il prezzo dal range delle bande, allora si, è il preludio di un ritracciamento e un ritorno all’interno dell’envelope, e possiamo aspettarci come target la banda opposta.

Secondo l’interpretazione corretta, ribadita anche da John Bollinger, le bande sono uno strumento di analisi del momentum del mercato. Gli elementi da tenere in considerazione sono i contatti con le bande e la loro ampiezza. I contatti ci danno un’idea sulla forza del mercato, l’ampiezza invece, ci mostra la volatilità dello strumento. Come abbiamo già detto la deviazione standard è una misura di variabilità, quindi più è alta, più sarà variabile il prezzo dello strumento, alti rendimenti a fronte di un rischio maggiore.

Se quindi il rischio aumenta, aumenta la volatilità, aumenta la deviazione standard e quindi le bande si allargano. Ciò si verifica di solito dopo un periodo di bassa volatilità in cui il canale è rimasto stretto a lungo. Spesso, poi, se il prezzo si appoggia, supponiamo per esempio, alla banda inferiore quando la volatilità sta aumentando, non è detto che ribalzi verso l’alto, anzi, molto più probabilmente, continuerà a crollare al ribasso seguendo la banda inferiore.

Apri un conto di trading

plus500
plus500

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *