Bilancia commerciale e flussi economici

Operai cinesi con casco in testa

La Bilancia Commerciale è una misura delle esportazioni nette meno le importazioni nette. Negli ultimi anni, questo parametro tende a essere negativo negli USA in quanto gli Stati Uniti sono innanzitutto una nazione di consumatori. Uno squilibrio crescente nella bilancia commerciale può suggerire molto sul bilancio corrente e sulla situazione della “spesa eccessiva” degli Stati Uniti su beni e servizi introdotti. Gli investitori si aspetteranno una flessione del disavanzo di bilancia commerciale come “bullish” (rialzista) per il dollaro, viceversa il contrario.

La bilancia commerciale è uno degli indicatori più fraintesi dell’economia degli Stati Uniti, diverse persone credono che un deficit commerciale sia deleterio. In realtà, stabilire se un deficit commerciale sia negativo o meno è relativo al ciclo economico in corso.

Durante una fase di recessione, i paesi cercano di esportare di più, creando posti di lavoro e domanda interna. Al contrario, durante una fase di forte espansione, i paesi vogliono importare di più, importando concorrenza nei prezzi interni, che limita l’indice dei prezzi al consumo e, senza aumentare i prezzi, provvede a fornire merci in eccesso alla capacità nazionale dell’economia per far fronte alla domanda dei consumatori. Così, un deficit commerciale non è una buona cosa nel corso di una recessione, ma può dare una mano durante l’espansione monetaria.

La ragione per cui la bilancia commerciale è importante per un analista sul mercato forex è che la domanda di beni USA e domanda di dollari sono direttamente legati. Gli stranieri devono pagare in dollari per comprare prodotti americani. Di conseguenza più esportazioni significa, tendenzialmente, più domanda di moneta. La domanda per esportazioni impatta anche la produzione e i prezzi, considerando che i produttori interni cercano di pareggiare la domanda interna aumentando la produzione domestica.

Nella Bilancia dei Pagamenti appaiono anche gli investimenti riflessi nei TIC (Treasury International Capital). Questo dato viene pubblicato ogni mese dal Treasury Department. I TIC mostrano la differenza nel valore delle attività economiche a lungo termine acquisite dai cittadini americani e l”ammontare di attività finanziarie a lungo termine americane acquistate dagli stranieri. Il risultante mostra il bilancio degli investimenti domestici e stranieri: se gli stranieri acquistano $60 miliardi tra indici azionari e obbligazioni USA mentre gli abitanti americani acquistano $30 miliardi in attività straniere, il dato sui TIC sarebbe di $30 Miliardi.

Questi dati sono rilevanti per gli operatori al pari della bilancia commerciale: nel momento in cui gli stranieri acquistano attività USA, devono saldare in dollari e per tanto aumenta la domanda di USD. Connesse con entrambe le cose sono i concetti di Flussi di Ordini e Flussi di Capitali.

Flussi Commerciali

I Flussi commerciali rappresentano gli acquisti e le vendite di beni e servizi tra paesi. Misurano l’entità della bilancia commerciale. Questo è il totale di beni/servizi che un paese vende ad un altro paese al netto del totale di beni/servizi che il paese compra dall’estero. Questo calcolo include tutti i beni e servizi internazionali e rappresenta il bilancio commerciale di un paese

I paesi che sono esportatori netti esportano più di quanto importano da produttori internazionali. Gli esportatori netti hanno un surplus della bilancia commerciale. La domanda della propria moneta dunque aumenta perché i compratori internazionali devono acquistare la valuta del paese per acquisire questi beni/servizi. Per tanto, la valuta nazionale potrebbe essere soggetta ad apprezzamento.

I paesi che sono importatori netti al contrario acquistano più di quanto vendono. Gli importatori netti hanno un disavanzo di bilancia commerciale. Questo perché acquistano più beni/servizi esteri di quanto non importano. Per acquistare questi beni/servizi stranieri, devono convertire la loro valuta in moneta estera, per tanto è come se vendessero la loro valuta. Questo può indurre un deprezzamento della valuta domestica.

Il Giappone, che si basa sulle esportazioni e per tanto ha generalmente un avanzo di bilancia commerciale. Quindi il Giappone tipicamente esporta più di quanto importa. Questo è uno dei fattori per cui lo Yen si mantiene comunque stabile nonostante l”estrema debolezza economica del paese.

Il surplus di bilancia commerciale nipponico è di circa il 3% del PIL. Questo crea domanda internazionale di Yen per acquisire prodotti giapponesi.

È chiaro che la bilancia dei pagamenti ha un effetto diretto sul livello della propria valuta. Dunque è importante per i trader mantenere sotto controllo i dati finanziari relativi alla bilancia dei pagamenti.

Flussi di Capitali

I Flussi di Capitali rappresentano fondi scambiati con l”estero per eseguire investimenti in mercati stranieri. I flussi di capitali misurano l’ammontare netto di valuta che viene comprata o venduta per questi intenti. Il concetto chiave dei flussi è l’ammontare netto: un paese può avere un bilancio positivo o un bilancio negativo.

Un flusso di capitali positivo comporta che gli investimenti in ingresso eccedono quelli in uscita. In parole semplici c’è più domanda di investimenti domestici.

Quando le entrate eccedono le uscite per qualsiasi paese, c’è un aumento naturale della domanda di valuta di quel paese. Questa domanda spinge il prezzo della valuta al rialzo.

Un flusso di capitali negativo comporta che gli investimenti in uscita eccedono quelli in ingresso. In sostanza c’è più domanda di investimenti esteri.

Laddove le uscite eccedano le entrate per qualsiasi paese, c’è una diminuzione funzionale della domanda di valuta di quel paese. Questa domanda spinge il valore della valuta al ribasso.

I paesi che offrono il rendimento più rilevante attraverso tassi di interesse, crescita economica, e crescita del settore finanziario tendono ad attirare la maggioranza dei capitali stranieri (come l’Australia quando, nei primi mesi del 2010 ha iniziato il ciclo di rialzi dei tassi di interesse mentre gli altri paesi erano ancora fermi). Questi paesi dunque mantengono un flusso in ingresso costante. Se poi i mercati azionari e valutari sono in salute, si tende ad avere un tasso di interesse più alto, quindi arrivano capitali dall’estero e la valuta tende ad apprezzarsi.

Pensiamo ad un boom economico in Gran Bretagna ed un rallentamento negli Stati Uniti. In Gran Bretagna, il mercato azionario va piuttosto bene, mentre negli Stati Uniti c’è una flessione degli investimenti. In questo scenario:

  • I cittadini americani vendono dollari e comprano sterline per approfittare del rafforzamento dell’economia
  • C’è un flusso di capitali in uscita dagli Stati Uniti, diretto in Gran Bretagna
  • La domanda per GBP aumenta e la domanda per USD decresce
  • Il prezzo di USD decresce in rapporto al GBP.

Con questa introduzione alla Bilancia Commerciale, ai TIC e ai flussi di capitali, hai informazioni in più sull’importanza di seguire questi dati macroeconomici quando vengono resi pubblici e sai interpretarli in maniera pratica per integrare la tua strategia di trading.

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