Carry Trade, cos’è e come funziona

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I tassi di interesse delle banche centrali sono uno dei market mover più importanti che si nascondono dietro ai prezzi del mercato valutario. Una strategia di trading che punta decisamente sui tassi d’interesse è il cosiddetto carry trade.

In parole semplici, si tratta di trarre un profitto derivato dalla differenza tra i tassi d’interesse di due valute. L’investitore prende in prestito una valuta ad alto rendimento e contemporaneamente ne cede un’altra che invece ha un tasso decisamente più basso.

Per capire questo meccanismo, dobbiamo fare un piccolo ripasso su come funziona il Forex. Nel momento in cui si effettua un’operazione, si acquista una valuta e se ne cede un’altra, entrambe soggette al tasso d’interesse stabilito dalla relativa Banca Centrale.

Ma, considerando la natura speculativa del mercato, è più corretto pensare che si stanno effettuando dei prestiti. Esattamente come avviene in una normalissima banca, quando si chiede un prestito, è dovuto il pagamento degli interessi e il Forex non fa eccezione.

Lo scopo del carry trade è prendere in prestito una valuta sulla quale è applicato un alto interesse e cederne un’altra che invece abbia un basso rendimento. La differenza tra i due tassi, si traduce in un rendimento attivo per l’operatore. Un flusso di reddito che rimane attivo fino a quando non viene chiusa l’operazione.

Inoltre, consideriamo che il Forex è soggetto ad una leva finanziaria elevata, il che si traduce in un profitto piuttosto consistente. Tuttavia, questa semplice operazione non è esente da rischi.

Come scegliere la coppia di valute per il carry trade

Negli ultimi tempi, i tassi d’interesse delle valute più importanti sono stati abbassati notevolmente. Le banche centrali hanno deciso di tagliare il costo del denaro per stimolare l’economia e favorire l’inflazione. La BCE attualmente ha il tasso d’interesse più basso, fissato allo 0,05%, mentre subito dopo troviamo la Bank of Japan con un tasso dello 0,10%.

Le valute con il rendimento più elevato sono quelle oceaniche: Il dollaro neozelandese ha il tasso più alto, fissato al 2,5%, mentre la Bank of Australia, nei mesi scorsi ha abbassato il costo del denaro al 2%.

Se un investitore effettua un’operazione prendendo in prestito dollari neozelandesi, cedendo euro, avrebbe una differenza attiva del 2,45%.

Adesso vediamo nel dettaglio come il broker calcola il differenziale dei tassi d’interesse, operazione che si ripete ogni sera. Il mercato valutario non va a dormire, si lavora 24 ore al giorno. Il broker alle ore 23.00 (cut-off time) di ogni sera, applica il meccanismo del rollover, chiudendo automaticamente tutte le operazioni dei suoi clienti per poi riaprirle automaticamente.

Facciamo un esempio con un trader che ha in corso un’operazione short sul cambio EUR/AUD con un volume pari a un minilotto. Questo significa che l’operatore ha contratto un debito pari a 10.000 €, sul quale dovrà pagare gli interessi stabiliti dalla BCE, ma di contro ha preso in prestito 15.483 dollari australiani, sui quali avrà un rendimento applicato sul tasso d’interesse della Banca Centrale Australiana. Ovviamente i rendimenti e i costi dovuti al rollover sono calcolati su base annua, per cui il rendimento del carry trade per una seduta di trading sarà il risultato della seguente operazione:

(15.483 A$ x 0,02 – 10.000 € x 0,05) / 365 = 0,52€

Il trader che vuole cimentarsi con il carry trade deve in primo luogo individuare la coppia di valute che offre uno swap positivo. Abbiamo visto come muoversi in tal senso, ma mi sento di aggiungere che le valute esotiche, gergo con il quale indichiamo valute scarsamente scambiate, pur offrendo tassi d’interesse molto alti, dovrebbero essere ignorate a priori. In primo luogo consideriamo il perchè le banche centrali offrono un rendimento così elevato. Sappiamo che la base di ogni investimento è rappresentato dal rapporto rischio / rendimento. Maggiore è il rendimento di uno strumento finanziario, maggiore sarà il rischio al quale l’investitore sarà esposto. Questi Stati non hanno un’economia solida e cercano di attirare liquidità offrendo rendimenti molto elevati.

Inoltre cambi di questo genere, proprio perchè non trovano molte offerte sul mercato interbancario, sono soggetti a spreads molto elevati, un costo che andrebbe a superare di gran lunga il rendimento offerto dal carry trade.

I rischi del carry trade

A prima vista il carry trade sembrerebbe un metodo semplice e veloce per guadagnare con il Forex, ma solo fino a quando non valutiamo con calma i rischi correlati. Consideriamo che i movimenti dei prezzi dei mercato valutario sono dettati in prima istanza dalla speculazione degli investitori, per cui il primo rischio che ci viene in mente è quello della performance della valuta. Se acquistiamo una valuta ad alto rendimento, puntando all’interesse positivo, dobbiamo anche considerare il rischio di cambio.

Tornando al nostro esempio del trader che acquista dollari australiani in cambio di euro, un movimento al rialzo del cambio EUR/AUD sarà svantaggioso per la sua operazione. Nel momento in cui andrà a chiudere la posizione, pur avendo incassato un differenziale positivo applicato sui tassi d’interesse, a causa del movimento rialzista dell’euro, si troverà con un saldo inferiore rispetto a quanto investito.

Altro rischio importante è quello strettamente legato al carry trade, ossia quando la Banca Centrale della valuta che abbiamo preso in prestito, di punto in bianco decida di abbassare i tassi d’interesse. Non è una situazione che si verifica spesso, ma comunque è un fattore da considerare.

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