Imparare il Forex: Cominciamo dai concetti base

imparare le basi del mercato forex

Dopo aver spiegato come funziona il mercato forex, vediamo ora quali sono i suoi termini più ricorrenti. Ogni investitore, esperto o principiante, deve conoscere questi concetti base, per potersi destreggiare abilmente nel Foreign Exchange Market senza incorrere in errori grossolani.

Stiliamo, quindi, un piccolo glossario Forex con le voci più significative, per permettere anche ai principianti di orientarsi con facilità in questo nuovo mondo. Un piccolo dizionario che tutti i trader devono portare sempre con se.

Cominciamo da due termini che riguardano i prezzi di un tasso di cambio. Questo concetto è molto importante, anche se può sembrare banale al trader professionista, c’è chi non sa la differenza tra prezzo ask e prezzo bid. Di seguito vedremo invece il significato di spread, la differenza tra ask e bid.

Ask

L’offerta, o “ask”, rappresenta il prezzo al quale un operatore vende la valuta di base ottenendo in cambio la valuta “contatore”, cioè la valuta indicata al secondo posto nelle sigle che si usano per riferirsi alle “currency pairs”.

Il mercato delle valute, infatti, come accade per molti strumenti finanziari, ha come fondamento i concetti di domanda (bid) e di offerta (ask). Domanda ed offerta determinano le fluttuazioni continue del mercato.

Bid

La “domanda“, d’altro canto, rappresenta il prezzo pagato da un trader per acquistare la base currency o valuta base, cioè la valuta riportata a sinistra nel tasso di cambio, cedendo come controparte la valuta “contatore”.

Spread

È il costo dell’accesso al mercato, la differenza tra il prezzo d’acquisto e il prezzo di vendita, che rappresenta la commissione del broker. Nelle piattaforme di trading noterete le due tipologie di prezzo, appena descritte, il bid e l’ask, che non coincidono mai.

Quella differenza, appunto, è lo spread, che viene immediatamente trattenuta dal broker, per cui quando aprite una posizione, sia in acquisto che in vendita, noterete un’immediata perdita, ragion per cui gli scalper, i traders che fanno molte operazioni al giorno sfruttando piccoli movimenti del prezzo, scelgono di operare su strumenti con spread molto bassi.

Operazioni di Trading

Ora che abbiamo chiarito come sono quotati i tassi di cambio andiamo un po’ più sul pratico. Abbiamo aperto il nostro conto di trading e ci si presenta davanti la piattaforma di negoziazione. Forse i pulsanti sono intuitivi, con le diciture “Compra” e “Vendi”, ma qualcuno ci consiglia di andare “long” o “short”. Che cosa significa?

Long

Quando si acquista la valuta posta al numeratore del tasso di cambio, nel gergo corrente del trading, si dice che si sta comprando o andando long. Il termine long è comprensibile anche da chi non conosce l’inglese, e viene usato perché il trader compie l’operazione, prevedendo un possibile allungamento del tasso di cambio. Una performance positiva della valuta acquistata che “allungherà” il cambio, con un conseguente profitto.

Short

Viceversa, quando si acquista la valuta al denominatore, si dice che si sta vendendo o andando short. In realtà, come abbiamo già imparato, in entrambe le tipologie di operazioni, si compra e si vende in contemporanea, ma per non fare troppa confusione, meglio attenerci alla spiegazione più semplice. Con uno short, stiamo vendendo la valuta posta a sinistra del tasso di cambio, con la speranza che il prezzo si “accorci” per permetterci di comprare a un prezzo minore.

Concetti relativi alle operazioni di trading

Adesso viene il difficile. Leggendo nei termini e condizioni del broker troviamo tutta un serie di informazioni che ci suonano completamente nuove. Niente paura, vediamo insieme quali sono i significati di queste strane diciture.

Pip

Il pip è la minima variazione unitaria del prezzo che si può ottenere su un tasso di cambio. Alcuni tassi di cambio sono quotati con 4 cifre decimali o 2 cifre decimali. Fanno parte di questo secondo gruppo, gli strumenti che tipicamente contemplano lo yen giapponese.

Un pip equivale alla variazione dell’ultima cifra decimale.

Alcuni broker possono quotare i cambi anche con un’ulteriore cifra decimale, applicata su entrambi i gruppi, in quanto affermano di essere in grado di offrire al cliente il miglior prezzo sul mercato interbancario, con un notevole risparmio sullo spread.

Quanto vale un pip ? Quando effettuiamo un ordine attraverso il broker, stiamo effettuando una vera e propria transazione finanziaria, fattispecie che richiede un importo da investire. Nel Forex, si acquista o si vende una quantità certa di valuta, scambiandola per una quantità incerta, in quanto il mercato non è prevedibile.

Un esempio aiuterà a capire il concetto, supponiamo di voler acquistare 10.000 $ sul cambio EUR/USD, in quel momento il tasso è 1.1230, per cui per poter avere 10.000 $ dobbiamo investire 8.904,71 €. Il prezzo ha poi un movimento al ribasso, per cu il dollaro diventa più forte dell’euro di 10 pips, portando il tasso a 1.1220 e noi decidiamo di chiudere l’operazione. Il broker vende i nostri 8.904.71 € con la nuova quotazione e sul nostro saldo vedremo questo importo, 8.912,65 €, quindi un guadagno di quasi 8 €.

Rollover – Swap

Il mercato Forex è aperto 24 ore su 24, tuttavia ogni sera, alle 23:00 (cut off time) in punto, per convenzione termina una giornata di trading e ne inizia un’altra, i broker chiudono tutte le operazioni in corso sui loro server, per poi riaprile nuovamente in automatico, facendo scattare il meccanismo del rollover. Questo comporta che il trader sconti i tassi d’interesse delle valute coinvolte in tutte le sue operazioni a mercato (swap).

Supponiamo di avere a mercato un’operazione in acquisto sul cambio AUD/USD, dove attualmente il tasso d’interesse stabilito dalla Banca Centrale Australiana per la propria valuta è del 2,5%, mentre la FED ha deciso un tasso d’interesse dello 0,25%. Alle 23:00, il broker ci accrediterà un differenziale positivo, pari a 2,5% – 0,25%, sul valore dell’operazione, diviso per 365, perché i tassi d’interesse sono applicati su base annua.

Sfruttare questa caratteristica del mercato Forex, quindi comprare valute ad altro rendimento, vendendo quelle con tassi d’interesse, senza considerare la performance della moneta, viene detto carry trading.

Saldo e Equity

Il saldo è formato dai versamenti del trader, ai quali bisogna sommare gli eventuali guadagni e sottrare le eventuali perdite, determinate sia dalle performance delle operazioni e degli swap. I guadagni e le perdite sono quelle acquisite, ossia non vengono prese in considerate le operazioni a mercato, che hanno un futuro incerto.

L’Equity, anche detto controvalore, invece prende in considerazione anche le operazioni in corso d’essere, quindi il suo valore può cambiare nel tempo. Nel momento in cui si chiudono tutte le operazioni a mercato, l’equity e il saldo avranno lo stesso valore.

Margine

Il margine è la parte dell’equity, calcolata su base percentuale, che viene “congelata” dal broker a garanzia dell’operazione in corso. Nel momento in cui l’operazione non dovesse andare nella direzione desiderata e l’equity scende al di sotto di una soglia stabilita dal broker (di solito il 30%), si entra in quello che viene definito margin call, il broker avvisa il trader della situazione sfavorevole, invitandolo a controllare l’operazione.

Se la situazione peggiora ulteriormente, andiamo in Stop Out Level, tutte le operazioni vengono chiuse al miglior prezzo disponibile in quel momento. È importante sapere queste informazioni, in quante persone che si avvicinano al Forex hanno il dubbio che ci si possa indebitare rispetto ai soldi che sono stati versati sul conto del broker.

Leva finanziaria

La leva da la possibilità di movimentare capitali più grandi rispetto agli importi che abbiamo a disposizione sul nostro conto di trading. In sostanza quando effettuiamo un’operazione, dovremo anticipare solo una piccola parte dell’importo richiesto, mentre la quantità restante sarà messo a disposizione dal provider.

Una leva a 1:200, sta a significare che se vogliamo movimentare 100.000 €, pari a un lotto, avremo bisogno di versare solamente 500 €, ma è bene considerare che la performance dell’operazione prende in considerazione l’importo totale, per cui c’è la possibilità di guadagnare molto rispetto a quanto si è investito, ma se non ci fosse il meccanismo del margin call, provate a immaginare che tipo di debito si potrebbe contrarre in caso di perdita.

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