Le correlazioni nel Forex

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Per diventare un trader profittevole è importante comprendere appieno l’intera volatilità del mercato Forex. Poiché le valute sono espresse in coppie è evidente che nessun cambio è indipendente dagli altri. Una volta che avete compreso le correlazioni del mercato valutario potrete individuare le opportunità migliori di trading.

In ambito economico, la correlazione è una misura statistica della relazione che intercorre tra due strumenti finanziari. Il coefficiente di correlazione può variare in intervallo compreso tra -1 e +1. Una correlazione +1 implica che i due assets si muovono perfettamente nella stessa direzione, mentre una correlazione -1 significa che i due strumenti a confronto si muovono nella direzione opposta. Una correlazione 0, infine, ci dice che il rapporto tra le tue coppie è assolutamente casuale. Ovviamente il coefficiente può assumere qualsiasi valore compreso nell’intervallo, quindi sarà compito del trader valutare la reale valenza del dato statistico.

Nei siti di trading più famosi potete trovare dei calcolatori o tabelle che indicano il grado di correlazione tra le valute. Potete anche scaricare degli indicatori personalizzati per Metatrader che gli sviluppatori hanno messo a disposizione e osservare sul grafico tutte le correlazioni che volete.

Al di là dell’approccio matematico cerchiamo di capire quali sono i motivi che influenzano le correlazioni nel mercato Forex. Oltre che per motivi puramente tecnici, sicuramente importanti, quello che realmente muove il mercato è un fattore umano, il cosiddetto sentiment, in sostanza le impressioni degli investitori riguardo la situazione del mercato. Fondamentalmente le reazioni possibili sono due: propensione o avversione al rischio.

Quando i traders avvertono una certa insicurezza, magari a causa di qualche notizia macroeconomica, non sono molto propensi a rischiare, spostando i propri capitali verso i cosiddetti beni rifugio, lasciando da parte gli strumenti ad alto rendimento (e ad alto rischio). In economia i beni rifugio sono essenzialmente tre:

  • Franco svizzero
  • Yen giapponese
  • Oro

Le motivazioni che hanno portato l’oro ad essere considerato il bene rifugio per antonomasia sono note a tutti. Per anni è stato l’indicatore di ricchezza degli Stati ed ancora oggi è considerato come il bene di ultima istanza.

Anche per quanto riguarda il franco svizzero è facile capire perché gli investitori vadano a ricercare questa valuta nei momenti critici. La Svizzera ha un’economia solida, un sistema politico stabile e un’altissima liquidità. Inoltre è un paese neutrale, caratteristica che mantiene la sua economia in salute a dispetto di qualsiasi evento globale.

Il discorso del Giappone è un po’ più complicato. Perché lo Yen è una valuta appetibile in fase di avversione al rischio? Il Giappone ha vissuto una lunga fase di deflazione, la sua banca centrale applica dei tassi d’interesse negativi ed è il paese più indebitato al mondo. Tutto giusto, ma consideriamo che stiamo parlando della più antica grande economia, da sempre al top nel settore tecnologico e con una forza lavoro disciplinata caratterizzata dall’assenza di scioperi. Una serie di ragioni che fanno si che il Giappone sia percepito come una piazza economica stabile. Tanto basta!

Detto questo, nel momento in cui il mercato mostra un sentimento positivo vedremo salire i prezzi degli strumenti ad alto rendimento come titoli azionari e valute con un alto tasso d’interesse. Contemporaneamente vedremo scendere i prezzi dei beni rifugio. Situazione speculare nei momenti di bassa propensione al rischio.

Passiamo ad un altro fatto che muove il mercato: le materie prime. Cominciamo dal petrolio, il vero motore dell’economia mondiale. Quando il prezzo del greggio sale, la benzina costa di più e lo avvertiamo anche noi piccoli mortali. Pensiamo a quanto possano influire queste situazioni in un’economia nazionale, ad esempio in Giappone, un paese esportatore di prodotti manifatturieri. Nel momento in cui sale il prezzo del greggio si avrà una ripercussione nel costo dei trasporti e di conseguenza un indebolimento dello Yen. Al contrario, quando il prezzo del petrolio scende, il settore esportazioni del Giappone sarà in piena salute e assisteremo al rafforzamento della valuta nipponica.

Vien da se che nei paesi esportatori di energetici (greggio o energia elettrica), nel momento in cui il prezzo del petrolio sale, l’economia interna ne gioverà e vedremo le relative valute apprezzarsi. Ad esempio in Canada, Australia e Gran Bretagna, il cui il 25% del PIL deriva dalla produzione di energia elettrica.

Correlazioni intramarket

Fino ad ora abbiamo esaminato le correlazioni tra Forex, mercato azionario e materie prime. Ora vediamo quali sono le correlazioni relative al solo ambito del mercato valutario. Cominciamo dal Cable, per ovvie ragioni geopolitiche, il cambio GBP/USD è direttamente correlato all’Euro.

correlazione GBP/USD con EUR/USD

La stessa situazione si può osservare tra AUSSIE e KIWI (AUD/USD e NZD/USD). Per chiare motivazioni geografiche e caratteristiche comuni, i due cambi sono positivamente correlati, come vediamo nell’immagine.

correlazione tra dollaro australiano e dollaro neozelandese

Una correlazione negativa la possiamo trovare tra l’eurodollaro (EUR/USD) e il Franco (USD/CHF), come ci mostra l’immagine di seguito. Al di la del fatto che il franco è un bene rifugio, la Svizzera da sempre attira capitali dall’Europa e il flusso di denaro provoca questi movimenti.

correlazione tra Franco svizzero e Euro

Penso che il concetto sia chiaro, ora che abbiamo capito che rischio, materie prime e rapporti commerciali muovono il mercato, possiamo analizzare con la giusta chiave di lettura tutte le correlazioni che intercorrono tra le coppie di valute.

Cross valutari

Concludiamo questo argomento con il discorso dei cross valutari. Sappiamo che i cambi principali sono 7, quelli che coinvolgono il dollaro con le altre principali economie. Quando mettiamo a confronto queste ultime abbiamo il cosiddetto cross. Ad esempio il cambio EUR/JPY è il cross delle majors EUR/USD e USD/JPY.

Chiaramente questo cross sarà influenzato dai movimenti delle majors di riferimento. Nell’immagine seguente abbiamo evidenziato con una linea nera il movimento di USD/JPY, mentre la linea rossa rappresenta l’andamento di EUR/USD. Da questa immagine possiamo notare come la USD/JPY abbia una correlazione positiva maggiore rispetto a quella di EUR USD.

cross valutario

A che cosa ci serve tutto questo? Beh, questo può essere utile nel momento in cui s’identifica una possibilità operativa in un cambio. Attraverso l’esame delle correlazioni possiamo andare a determinare se ci sono altre possibilità, individuando le valute più deboli (o più forti) su cui speculare.

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