Definizione di Trading System

trading system

Un trading system è costituito da un insieme di regole predefinite, le quali vengono adottate dopo analisi statistiche, condotte su serie storiche passate.

La caratteristica principale di un trading system è quella di adattarsi ai mercati finanziari e non di effettuare predizioni sull’andamento degli stessi. Il sistema genera semplicemente dei segnali di acquisto o vendita, ogniqualvolta le condizioni imposte vengono rispettate.

L’utilizzazione di un metodo sistematico presenta notevoli vantaggi rispetto ad un approccio di tipo discrezionale. In primo luogo impone un’elevata disciplina operativa ed evita errori dovuti all’emotività.

L’operatività sui mercati finanziari, con un approccio di tipo discrezionale, può generare spesso fenomeni di stress e/o emotività imputabili a differenti fattori.

Un trader, non disponendo di regole ben precise di entrata e di uscita dal mercato, può essere negativamente influenzato da notizie o dati economici non in linea con le previsioni attese, o può essere condizionato da problemi personali o familiari di vario genere, che possono diminuirne l’efficienza operativa.

Queste problematiche, con l’utilizzazione di un sistema di trading, verrebbero eliminate o quantomeno sensibilmente diminuite.

Un sistema misurabile

Un trading system consente il backtesting, rendendo espliciti il rischio e il rendimento attesi. La sua efficacia può essere verificata con specifici test condotti su serie storiche passate. Possono, in questo modo, essere analizzate a fondo le caratteristiche di un determinato sistema: i pregi, i difetti, le potenzialità e i rischi.

Questo tipo di procedura consente di scegliere il sistema più adatto a noi stessi, con la giusta combinazione rendimento/rischio. Il backtesting non può essere condotto su una strategia di tipo discrezionale, in quanto le regole di entrata e di uscita dal mercato non sono oggettive e la reazione a situazioni identiche può essere completamente differente.

Anche se un trading system può avere questi vantaggi nei confronti di un approccio di tipo discrezionale, questo non significa che sia perfetto. Possiamo affermare con certezza che non esistono sistemi che non sbagliano mai una operazione o capaci di garantirci rendimenti elevati con poco rischio o addirittura con rischio zero. Nel trading nulla è perfetto. Qualsiasi decisione presa comporta sempre sia dei vantaggi che degli svantaggi e la soluzione migliore è spesso determinata dal buon senso e dall’utilizzazione di concetti semplici e logici.

Possono essere realisticamente progettati e realizzati dei buoni trading systems, in grado di generare anche ottimi rendimenti, ma sempre e comunque in relazione al rischio assunto. L’obiettivo che dobbiamo cercare di raggiungere deve essere quello di realizzare dei piani robusti, in grado cioè di autoadattarsi a diverse situazioni e che siano più vicini possibile al nostro modo di intendere i mercati.

Disciplina e pazienza, doti fondamentali in questo lavoro, potranno essere acquisite soltanto utilizzando dei trading systems dei quali conosciamo a fondo pregi e difetti. Ricordandoci sempre che anche il migliore dei sistemi avrà bisogno di tempo per poter funzionare a dovere e generare risultati in linea con le attese.

Setup – Condizioni preliminari

Prima di iniziare la progettazione di un trading system, occorre procurarsi delle serie storiche dei prezzi, riguardanti varie coppie di valute, che siano il più possibile accurate, altrimenti qualsiasi tipo di ricerca condotta sugli stessi potrebbe essere non veritiera e quindi del tutto inaffidabile.

Capita spesso infatti, analizzando lo storico dei prezzi, di trovare diverse lacune ed errori piuttosto sconcertanti. Prezzi di chiusura o di apertura che non risultano essere compresi tra il prezzo massimo e il prezzo minimo, oppure alcuni date mancanti, oppure ancora il prezzo massimo e quello minimo tra loro troppo distanti.

In tutti i casi sopra riportati si deve avere cura di controllare in maniera minuziosa e dettagliata i singoli dati ed eventualmente correggere gli errori. Nel caso in cui si presentino dei valori tra massimo e minimo troppo discostati, dovremo esaminare se effettivamente quel determinato tasso di cambio possa aver avuto quel particolare tipo di comportamento.

Queste verifiche sulle serie storiche dei prezzi sono assolutamente necessarie per poter effettuare delle ricerche che abbiano un fondamento. Soltanto dopo averle condotte, si potrà iniziare la progettazione di un trading system, partendo dall’individuazione di potenziali setup.

I setup sono delle condizioni che devono verificarsi prima che venga generato un qualsiasi tipo di segnale, di acquisto o vendita. Rappresentano un aspetto essenziale nella progettazione di un trading system, che prima di entrare in posizione, deve individuare la presenza o meno di un determinato tipo di setup che nel backtesting si era dimostrato valido.

Bisogna comunque ricordarsi che i setup costituiscono soltanto una delle parti che compongono un trading system, e che anche il più accurato dei setup, senza delle opportune regole di entrata e uscita, non è in grado di fornire alcun risultato. Un setup può essere ritenuto efficace quando, dopo la sua formazione, si verificano spesso degli ampi movimenti di prezzo che possono essere “catturati” sviluppando delle opportune regole di uscita.

Arrivare alla scelta del nostro setup “ideale” non è un aspetto semplice o banale. Dobbiamo innanzitutto determinare il timeframe sul quale intendiamo operare e decidere tra intraday, short term, medium term o long term. Una volta effettuata questa scelta dobbiamo analizzare con attenzione i più ampi movimenti presenti all’interno di quel determinato timeframe.

Dobbiamo selezionare perlomeno un campione di 100 o 200 movimenti, facendo attenzione che siano sia al rialzo che al ribasso, e dobbiamo inoltre cercare di comprendere quali caratteristiche tali movimenti hanno in comune tra di loro. Ampi e decisi movimenti dei prezzi, ad esempio, possono verificarsi in seguito a fasi laterali più o meno prolungate, o al raggiungimento di nuovi massimi o minimi. Un aspetto importante è che non dobbiamo limitarci ad analizzare esclusivamente i prezzi, ma anche la volatilità o i fondamentali macroeconomici. Molti movimenti infatti potrebbero essersi sviluppati in seguito a una delle seguenti condizioni:

  • prezzi in una determinata sequenza
  • volatilità di un determinato tipo
  • dati fondamentali macroeconomici di un determinato tipo

Come detto in precedenza, selezionare un setup efficiente non è un aspetto semplice. È molto importante focalizzare la propria attenzione su formazioni di facile comprensione e che abbiano una logica operativa ben definita. Non serve a niente avventurarsi in ricerche particolarmente complesse, delle quali magari non si comprendono a fondo le logiche di comportamento.

Chiaramente ognuno di noi può scegliere i setup che predilige anche in base al tipo di operatività che ha intenzione di svolgere, sia essa intraday, di breve, di medio o di lungo termine. Bisogna tenere presente però che l’attività di trading verrà svolta esclusivamente in base alle proprie idee riguardo il mercato Forex, e quindi anche in base alle proprie regole di setup, entry, stop loss e take profit.

Possiamo sicuramente prendere degli spunti da libri, corsi o anche altri traders, ma alla fine il lavoro di progettazione e di realizzazione di un trading system spetterà esclusivamente a noi stessi. Dobbiamo comprendere che questo processo di selezione, di idee e concetti da utilizzare, è spesso difficile. Molte sono infatti le ricerche che finiscono nel nulla.

Ma dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che applicando, in maniera rigorosa, le corrette procedure si possono ottenere risultati notevoli.

Valutare un trading system

La formula del margine d’errore può essere molto utile per comprendere quando un determinato campione di operazioni sia veramente significativo. In analisi statistica sono considerati piccoli campioni quelli di numerosità inferiore a 30 e grandi campioni quelli di numerosità uguale o maggiore di 30.

I risultati ottenuti da un trading system che abbia effettuato, in fase di backtesting, meno di 30 operazioni non sono assolutamente da prendere in considerazione. Oltre le 100 operazioni i risultati conseguiti cominciano ad essere sempre più significativi. Utilizzando un campione di operazioni sufficientemente ampio, escludiamo di fatto la possibilità che i risultati ottenuti nel backtesting siano frutto del puro caso. La formula è la seguente:

Margine d’errore = 1 / radice di N

dove n rappresenta la grandezza del campione. Facciamo qualche esempio per meglio comprendere il funzionamento della formula.

Con un campione di 25 operazioni il margine di errore sui risultati ottenuti da un trading system sarà del 20% (1/252 = 1/5 = 0,20, ossia 20%).

Con un campione di 50 operazioni il margine di errore sui risultati ottenuti da un trading system sarà del 14,14% (1/502 = 1/7,07 = 0,1414, ossia 14,14%).

Con un campione di 400 operazioni il margine di errore sui risultati ottenuti da un trading system sarà del 5% (1/4002 = 1/20 = 0,05, ossia 5%).

Gli esempi sopra riportati dimostrano che più grande è il numero delle operazioni effettuate, più significativi saranno i risultati conseguiti. Queste indicazioni possono essere molto utili per analizzare con precisione i risultati ottenuti da un determinato trading system in termini di vincite e perdite medie. Il margine di errore viene infatti applicato al valore medio, risultante da un campione di riferimento. Sottraendolo e sommandolo al valore medio, otteniamo un intervallo di confidenza del 95%.

Facciamo un esempio, supponiamo che in fase di backtesting, un trading system abbia realizzato un profitto netto di 2000$.

Con un margine di errore del 20%, il guadagno medio nel trading reale potrebbe essere compreso tra 2.400 $ e 1600 $, ossia 2000 $ -/+ 20%.

Con un margine di errore del 10%, il profitto medio potrebbe essere compreso tra lo 2200 $ e 1800 $ (2000$ -/+ 10%).

Con un margine di errore del 5%, il guadagno reale potrebbe essere compreso tra 2100 $ e 1900$.

Quindi minore è il margine di errore, maggiori saranno le possibilità di ottenere nel trading reale risultati simili a quelli ottenuti nella fase di backtesting. Per il principio di precauzione dobbiamo considerare sempre la performance più contenuta, all’interno della “forchetta”, come quella maggiormente attendibile. Tutto ciò è valido a patto che un determinato trading system sia stato testato nel modo corretto. In pratica non deve essere soggetto al fenomeno chiamato “overfitting”, cioè sovra ottimizzazione. Un trading system sovra ottimizzato sarebbe destinato al fallimento, anche se avesse effettuato un numero statisticamente significativo di operazioni.

Apri un conto di trading

plus500
plus500

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *