Inflazione e CPI

Pompe di benzina

Il CPI è l’indice più utilizzato per misurare l’inflazione e viene visto anche come un indicatore dell’efficacia della politica economica del paese. Offre informazione sulle modifiche di prezzo nell’economica di un paese che influenza il governo, le imprese, lavoratori, e privati. È utilizzato di solito come una guida per prendere decisioni economiche. Inoltre, il Presidente, Congresso e Fed utilizzano i trend nel CPI per formulare le politiche fiscale e monetaria.

Il Consumer Price Index (Indice dei Prezzi al Consumo) misura il cambiamento medio nel tempo, nei prezzi pagati dai consumatori per un “paniere di mercato” di beni e servizi al consumo. Il paniere del CPI viene sviluppato da dati dettagliati sui consumi delle famiglie.

La maggior parte degli indici specifici del CPI negli USA hanno una data di referenza attorno al 1982-84. Quindi il Bureau of Labor Statistics (BLS) imposta il livello medio per il periodo di riferimento di 36 mesi per gli anni 1982, 1983, e 1984 pari a 100. Il BLS poi misura le modifiche in rapporto a quel valore. Un indice di 110, ad esempio, indica un aumento del 10% dal periodo di riferimento; in maniera simile, un dato di 90 significa che c’è stato un decremento rispetto al periodo di riferimento.

Per il CPI attuale, l’informazione è stato raccolto dal Consumer Expenditure Surveys per il 2005 e 2006. Esso ci restituisce un’idea più o meno precisa delle spese delle famiglie e sulle modifiche del potere d’acquisto delle famiglie in seguito all’inflazione

Il CPI è composto da tutti i beni e servizi acquistati per il consumo privato.

Macrocategorie del paniere CPI sono:

  • cibo e bevande
  • settore immobiliare
  • vestiario
  • trasporti
  • assistenza medica
  • tempo libero
  • educazione e comunicazione
  • altri beni e servizi

La modifica mensile o annuale di solito viene espresso in percentuale, ad esempio “i prezzi al consumo sono aumentati dello 0.3% dal mese scorso”.

Questo tasso di variazione viene spesso rinominato “tasso di inflazione” che si riflette sul prezzo del paniere di beni. Se ad esempio il tasso annuale di inflazione è stato a 2,5%, un paniere che prima costava $400 l’anno prima può essere acquistato ora con $410.

Molti investitori e la Fed monitorano costantemente questa cifra per farsi un’idea sul futuro dei tassi di interesse. I tassi di interesse sono significativi perché, oltre ad avere un impatto diretto sulla quantità di afflusso di capitali nel paese, dice anche molto sul Carry Trade relativo al USD.

Se il dato sull’inflazione è superiore al previsto, gli operatori dovranno interpretarlo nel senso che un aumento del tasso di interesse è più probabile in un prossimo futuro e in tal modo acquisteranno la valuta, mentre una cifra che cade di sotto delle aspettative può causare gli operatori ad attendere “in panchina” fino a quando la Banca centrale prende di fatto una decisione.

In sostanza, fare trading su di una variazione negativa nel CPI è molto più difficile rispetto ad un dato positivo a causa della natura di interpretazioni diverse. Un aumento significativo del CPI si tradurrà in bullishness (fervore rialzista), ma una diminuzione non sfocia necessariamente in bearishness (fervore ribassista).

La misurazione dell’inflazione si riferisce ai prezzi al consumo a livello del dettaglio (consumatori), mentre il PPI (Producer’s Price Index) misura l’inflazione a livello wholesale (produttori).

Negli USA, i dati sul CPI escono una volta al mese. Quando escono i dati (attorno a metà del mese), riflettono ciò che è avvenuto il mese precedente. Il CPI è anche rilasciato in Europa, UK, Canada e Giappone. Gli altri paesi rilasciano questi dati tendenzialmente ogni trimestre.

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