Money Management

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Ultimamente il Forex ha acquisito una popolarità sconosciuta agli altri mercati, complice la diffusione della banda larga e la proliferazione di Broker che accettano depositi irrisori, a partire da 100 euro.

In questo modo moltissimi investitori aprono il loro conto di trading, per provare, senza alcuna conoscenza di analisi tecnica ne di money management.

Ritengo che il secondo aspetto sia quello veramente importante, letteralmente possiamo tradurlo come gestione del capitale, massimizzazione dei profitti e limitare al minimo il peso delle perdite sul conto, ma in pratica il money management abbraccia concetti di varia natura. Una definizione più adeguata, a mio avviso, consisterebbe in gestione del rischio. Ogni investimento si basa sull’ equilibrio tra rischio e rendimento, maggiore sarà il secondo e maggiore sarà il rischio di perdere soldi. Il trading nel Forex permette rendimenti molto elevati, un buon trader può fare anche il 100% del proprio capitale in un anno, poi ci sono i mostri che fanno anche di più, soprattutto con lo scalping, ma per il momento lasciamoli perdere e pensiamo al trader professionista medio.

La gestione del rischio deve essere il fondamento di ogni strategia di trading, intesa sia come position side, ma anche a livello di pianificazione; sapere quando e cosa comprare, ma anche stabilire in partenza il profitto ricavabile e preventivare la possibile perdita. Quindi si deve necessariamente impostare la propria strategia tenendo conto della storia del mercato, ricercando possibilità operative che abbiano un rapporto conveniente tra rischio e rendimento, generalmente si è disposti a perdere 1 per andare a guadagnare 2.

Tutto questo è possibile soprattutto grazie all’analisi tecnica, aspettando il prezzo in determinate aree del grafico, dove si hanno delle indicazioni per i due possibili target, al rialzo o al ribasso. Entrare a mercato quando il prezzo si trova su un livello intermedio è altamente sconsigliato, venendo meno il presupposto di rapporto ottimale tra rischio e rendimento.

Fondamentale è partire con un capitale adeguato, il Forex è un mercato soggetto a leva finanziaria, aprire un conto con una somma irrisoria come possono essere i famosi 100 €, porta inevitabilmente al fallimento. Una regola fondamentali del money management è proprio quella d’investire un capitale adatto allo strumento finanziario tradato. Quanto investire allora ? La risposta arriverà da sola dopo il seguente ragionamento.

Il Forex è un mercato molto tecnico, alcune volte il prezzo si comporta in maniera perfetta, rispettando perfettamente l’analisi del trader, altre volte invece, a prevalere sono le forze emotive. Quasi ogni giorno c’è un evento macroeconomico che condiziona il naturale corso tecnico delle valute, e in queste occasioni il trader non può fare molto, se non salvaguardarsi con lo stop loss.

In sostanza, le perdite nel Forex esistono e sono inevitabili, sta a noi saperle gestire per mantenere la nostra presenza sul mercato. Supponiamo che si entri in un periodo in cui si collezionano 10 stop loss di fila, una brutta situazione, sia dal punto di vista psicologico che da quello puramente gestionale. Cosa succederebbe se s’investe il 10% del capitale per ogni operazione ? La risposta è semplice, azzeramento del conto.

Certo, 10 operazioni di fila andate male è una situazione un po’ rara per un trader professionista, ma periodi di drawdown capitano a tutti. Investendo il 2% o massimo 3% per ogni posizione, la perdita totale del capitale sarà controllata, dandoci la possibilità di continuare a fare trading aspettando periodi migliori.

Il Trading non è una scommessa

Il money management abbraccia anche la sfera psicologica del trader, la cui mentalità deve divergere da quella tipica dello scommettitore. Quando si perdono dei soldi in una scommessa, il giocatore incallito non lascia perdere, ne tantomeno analizza il suo errore cercando di capire come la perdita poteva essere evitata, al contrario, segue i principi della martingala raddoppiando il suo “investimento” nel tentativo di rifarsi.

Un simile approccio nel trading è disastroso, considerando sempre la natura del mercato, imprevedibile e soggetto alla leva, si rischia di perdere tutto il capitale in poche operazioni. Quando un trade va in stop loss, la prima regola è rimanere freddi e lucidi, analizzare l’andamento del mercato, cercando di capire se si è condotta un’analisi tecnica corretta. Alcune volte lo stop loss viene preso per una manciata di pips per poi riprendere la direzione in favore del trade. Un trader vincente come prende questa situazione? Parla di sfortuna e rientra a mercato con un investimento doppio o attende la prossima occasione, nella quale considererà un margine di tolleranza maggiore ?

Incaponirsi sulla stessa coppia di valute, prendendola come un fatto personale, è un altro errore tipico del trader dilettante. In tanti si concentrano sull’eurodollaro, ignorando le altre valute. La diversificazione è un altro aspetto del money management che può fare la differenza tra profitto e perdita.

Salvaguardare il capitale

L’avidità è un altro nemico del trader professionista, non sapersi accontentare di un profitto, con il rammarico di non aver investito in una posizione più importante quando le cose vanno bene è un sentimento che va eliminato, o per lo meno tenuto sotto controllo.

Quante persone perdono soldi nel Forex? La maggior parte, siamo oltre il 95%, un dato che forse andrebbe rivisto, escludendo dalle statistiche chi apre un conto per provare, comunque sia guadagnare con il Trading non è facile. Teniamolo a mente quando un’operazione è in profitto, spostando lo stop loss a rischio zero appena è possibile, e chiudendo una parte della posizione in profitto, lasciando correre il resto. La pazienza è una delle tante virtù che bisogna coltivare se si vuole fare trading profittevole.

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