Significato di trading online, origini ed attualità

Origini trading online

Il termine trading ritrova la sua origine nel verbo inglese: to trade, letteralmente “commerciare”. Il trading infatti non è altro che lo scambio, di beni tra più soggetti, che possono essere persone fisiche come giuridiche.

Ma cosa si scambia quando si fa trading? L’universo di beni scambiabili è immenso. Generalmente, seguendo l’accezione che il termine trading ha ai giorni nostri, si parla sempre di strumenti finanziari. Quelli oggetto di maggior attenzione da parte della platea di interessati sono tipicamente le valute del mercato Forex. I cambi che vantano il maggior numero di contrattazioni sono principalmente quelli che riguardano l’euro, la sterlina inglese e soprattutto il dollaro americano.

Abbiamo poi il mercato azionario, dove il capitale sociale di grandi azioni viene frazionato e messo in vendita attraverso le azioni, che determinano la quota partecipativa ai dividendi. Ci sono poi altri strumenti importanti, ma meno negoziati come le obbligazioni.

Si tratta di titoli emessi da società o enti statati per reperire liquidità immediata. L’investitore riceve gli interessi a cadenze prefissate, fino alla scadenza del contratto, con il rientro del capitale investito. Sono considerate come gli strumenti finanziari più sicuri, almeno fino a qualche giorno fa, prima della questione delle obbligazioni subordinate di quattro banche locali (Banca Etruria, Banca Marche, Carife, e Carichieti).

Infine abbiamo i derivati, così chiamati poiché il loro valore deriva da quello di uno strumento finanziario sottostante, le cui variazioni vengono ripetute dal derivato, solitamente in maniera più accentuata, fattore che ne aumenta notevolmente il rischio. Il mercato dei derivati è in costante crescita; tra i prodotti proposti troviamo futures, forward, opzioni, swap e altro ancora. È interessante notare, in particolare l’origine dei futures. In passato questi strumenti avevano principalmente la funzione di assicurazione per i grandi produttori.

Si pensi per esempio ad una celebre bevanda gasata, il cui ingrediente principale è lo zucchero. Il costo di questa materia prima dipende da molti fattori, in primis la qualità del raccolto annuale. L’azienda poteva tutelarsi da un improvviso aumento dei prezzi, ad esempio acquistando opzioni call sullo zucchero, da esercitare nel momento in cui, i costi di produzione risultassero superiori ai profitti derivanti dalla vendita del prodotto.

Come funziona il trading online

Inizialmente lo scambio di strumenti finanziari (si pensi alle prime azioni negoziate nel XVII e XVIII secolo) avveniva di persona, tramite la stipulazione di un contratto tra due o più soggetti.

Dopo la seconda guerra mondiale, il sistema economico mondiale fu regolato dagli accordi di Bretton Woods. In pratica i cambi di valuta erano fissi e correlati al dollaro, il cui valore era “agganciato” all’oro. Tutto questo fino al 1973, quando il presidente americano Nixon, per salvaguardare le riserve monetarie americane, in crisi per i costi della Guerra in Vietnam, decretò la fine del sistema di Bretton Woods e della convertibilità del dollaro in oro.

broker storicoI tassi di cambio furono liberi di fluttuare, dando via libera agli speculatori, nasceva il mercato Forex. Nei primi anni 80, la tecnologia accelerò il destino del trading online. Comparvero i primi fax, i telefoni cellulari, i cercapersone, un progresso che facilitò le comunicazioni tra gli investitori e gli intermediari finanziari. Poi ci fu l’avvento di Internet, la comunicazione digitale, la banda larga, tutti potevano accedere a qualsiasi piazza di mercato con il proprio computer. La liquidità immessa nei mercati decuplicò e centinaia di società di brokeraggio aprirono i battenti.

Al giorno d’oggi, grazie alla banda larga, le negoziazioni si effettuano principalmente online. Per accedere al mercato basta un computer e una connessione adsl. Un ruolo centrale è giocato dai broker, intermediari autorizzati ad operare sul mercato per conto terzi.

Queste società forniscono ai loro clienti, piattaforme scaricabili o accessibili direttamente online, che permettono agli interessati di raggiungere velocemente e comodamente tutti i più grandi mercati mondiali. Si pensi al New York Stock Exchange, come al Chicago Mercantile Exchange, o al nostro FTSE MIB, tutte le contrattazioni si svolgono attraverso lo scambio d’informazioni attraverso server velocissimi.

Ovviamente ogni broker richiede all’investitore commissioni differenti, versamenti diversi e permettere di raggiungere svariati mercati mettendo a disposizione strumenti di analisi tecnica (la più utilizzata in questi casi), fondamentale, quantitativa, macro, etc.

Conclusioni

Per concludere, con il termine trading online si identificano tutte quelle compravendite di strumenti finanziari che, grazie all’intermediazione di un broker che connette un potenziale venditore ad un potenziale acquirente, si sostanziano attraverso internet.

Bisognerebbe puntualizzare, per fini di maggior precisione, che, in maniera più barbara e teorica, l’accezione principale data al trading online vuole un singolo soggetto che da casa o da una trading room (luogo dove più trader si riuniscono per formarsi, scambiarsi informazioni ed investire), utilizzando analisi da lui stesso elaborate, effettua i propri investimenti.

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